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  ♥  Allattamento a lunga durata: vantaggi e pregiudizi

Nella nostra società, nonostante siano scientificamente provati i benefici dell’allattamento prolungato fino a quando il bambino è più grande, spesso le madri sono oggetto di critiche e attacchi a seguito di pregiudizi, che in quanto tali, sono infondati.

Le basi

I vantaggi dell’allattamento materno sono scientificamente riconosciuti a livello nazionale e mondiale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del 6° mese di vita del bambino, precisando l’importanza che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, ovvero, finché mamma e bambino lo desiderino.

La situazione in Italia

Dai dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità si evince che le percentuali di allattamento esclusivo sono ancora basse e che si assiste ad una disparità fra le regione del Sud e del Nord.
I bambini allattati in maniera esclusiva a 4-5 mesi di età compiuta sono meno di un quarto (23,6%).
Analizzando il prolungamento dell’allattamento, la prevalenza di bambini che assume latte materno a 12-15 mesi d’età compiuta risulta pari al 31,3%.
Risultano, infine, non essere mai stati allattati l’11,7% dei bambini nella fascia d’età coperta dalla Sorveglianza.

La percentuale di bambini allattati in maniera esclusiva nella fascia d’età 4-5 mesi, varia tra il 16,6% in Campania e il 44,7% nella PA di Trento. Prevalenze più basse si rilevano nelle regioni del Sud.
Le prevalenze di bambini che assumono latte materno nella fascia d’età 12-15 mesi variano tra il 22,4% in Campania e il 40,8% in Piemonte, con valori che tendono a decrescere dalle regioni del Nord a quelle del Centro e del Sud.
I bambini che risultano non essere mai stati allattati variano tra il 5,0% nelle Marche e il 18,4% in Sicilia, quote alte rispetto all’atteso e tendenzialmente più elevate nelle regioni del Sud. 

Allattare al seno dopo i sei mesi

Superati i 6 mesi, i bambini iniziano a mangiucchiare altro cibo e la mamma, non di rado, deve scontrarsi con le critiche e la disapprovazione delle persone che la circondano. Le più frequenti sono che il latte materno non è più nutriente e che "l'eccessivo" legame impedisca l'autonomia del bambino.

Pregiudizi

L’apporto nutrizionale del latte materno anche nel bambino più grande continua a essere importante, si stima che due o tre poppate dopo il primo anno di vita forniscano al bambino 1/3 delle calorie quotidiane.

Il Ministero della Salute per la promozione dell’allattamento afferma: «L’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. […] Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino, aggiungendosi al peso determinante dei fattori genetici, delle competenze allevanti familiari e dei fattori socio-economici».


Vantaggi

Il latte materno non perde sostanza con il passare dei mesi e degli anni, ma continua a essere un importante apporto di liquidi e nutrienti. Anche dopo due anni, o più, esso continua a essere una valida fonte di proteine, grassi, calcio e vitamine.

Non esiste un'età precisa in cui i bambini devono abbandonare il seno, lo fanno quando sono pronti o quando la mamma deciderà che è il momento, e lo fanno tutti. Quando si parla di allattamento prolungato, oltre ai vantaggi medici vanno considerati anche quelli di tipo emotivo e relazionale: il bimbo che ha bisogno di succhiare e di star vicino alla mamma si staccherà quando sarà pronto a farlo, portando con sé un bagaglio di esperienza e sicurezza impagabile.


Il famoso psichiatra statunitense Karl A. Menninger afferma: “Ciò che diamo ai bambini, i bambini lo daranno alla società.”
Ci sono molte differenze tra un bambino felice e uno viziato.
Un bambino felice, cresce in un ambiente in cui si sente amato e compreso, e sviluppa molto più velocemente una scala di valori che gli fanno capire che cosa sono l’amore, la pace, la libertà o la solidarietà.

Finché mamma e bambino lo desiderano

Come suggerisce l'OMS questo è il punto fondamentale per ragionare sulla durata dell'allattamento al seno.
Nella nostra società industriale non sono più i bambini a smettere spontaneamente di succhiare dal seno quando sono pronti. Questa tappa evolutiva, così come il parlare o il camminare, non è raggiunta nello stesso momento da tutti i bambini.
Per contro le madri, oggi, subiscono tutto il peso delle decisioni e delle difficoltà, come il rientro al lavoro, senza un adeguato sostegno.

Solo una corretta informazione e un effettivo sostegno alle madri e ai padri può permettere loro di fare scelte consapevoli, oltre ogni pregiudizio.

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